Milano Fashion Week – S/S 2020

Una Fashion week caratterizzata in modo deciso dalla musica quella andata in scena quest’anno a Milano. Da Versace a Plein la musica travolge le sfilate! Rock, tecno, punk. Le passerelle sono state, prima di tutto, un inno alla musica.

Versace, a pochi mesi dalla scomparsa del leggendario frontman della band, ha celebrato i Prodigy. Oleandri, peonie, rose travolti da un’auto da corsa in un set in Arcadia intinto di un’estetica post punk. Frange, chiodi oversize, uomini e donne dalla mascolinità femminina, ma non per questo delicata; e ancora tie-dye e animalier che a tratti si distinguono e a tratti si fondono in macchie informali, il barocco in versione fluo, tinte elettriche sui capelli dei modelli, donne vestite in giacca e cravatta.

Plein e Richmond hanno presentato invece una collezione molto più rock. Completi da motociclista in pelle lavorata con patch logati o giacche in denim e sneaker fluo per lo stilista tedesco. Giacche bikers, borchie, tattoo e pelle nerissima per Richmond.

Da Emporio Armani le atmosfere sono più eteree e orientali. Giacche impalpabili, giubbotti doppiati in denim e pantaloni larghi, a palazzo.

Ermenegildo Zegna, che ha aperto la fashion week con una sfilata d’impatto nell’ex area Falck di Sesto San Giovanni, ha messo in luce le potenzialità del concetto di economia circolare ed upcycling.

Dolce&Gabbana ha optato per uno scenario esotico. Il duo ha salutato per questa stagione le atmosfere siciliane per ispirarsi alla giungla e i suoi modelli sembrano esploratori d’altri tempi. Applicazioni in coccodrillo, calzature di forma allungata, con impunture a contrasto o tempestate di borchie dorate.

Nelle immagini (da sinistra): Emporio Armani, Philippe Plein, Versace, Ermenegildo Zegna.